17 settembre 2007
19 aprile 2007
Nuovo arrivo ...
e Billy, "l'obeso":
... la piccoletta ...
... la patatina di casa ...
... il tesorino a cui ancora non sono riuscita a dare un nome:
NON E' ADORABILE?!?!?!?!
In questo momento non troppo positivo della mia vita ecco un bagliore di felicità, una nuova vita.
La patatina ha 28 giorni di vita, è una signorina, gode di ottima salute, ha sempre fame e miagola di continuo ( quando è sveglia ) ... per il resto dorme sempre :-)
Ringrazio di cuore la veterinaria che le ha salvato la vita , a lei e ai suoi fratelli e che me l'ha affidata fidandosi del mio amore verso gli animali.
Al più presto bisognerà trovarle un nome...
Per ora ci sono in gara i seguenti:
- Margot;
- Fujiko;
- Patatina;
- Missy;
- Pallina;
- Funky.
... aiutatemi :-)
19 febbraio 2007
Britney Spears Vs Soldato Ryan - Roma Vs Calcutta
Incubo Britney Spears...
Adesso anche in versione soldato Ryan... a lei però bisognerebbe davvero salvarla dal baratro:
I festini a base di superalcolici, secondo chi conosce bene la cantante, l'hanno trasformata in un'alcolizzata che è riuscita nell'impresa, non facile, di mettere a disagio anche l'amica Paris Hilton, facendosi fotografare in atteggiamenti saffici oppure senza mutandine. Lunedì scorso, secondo il settimanale UsWeekly, la Spears, dopo un periodo trascorso saltando da un party all'altro a New York, si è trasferita a Miami con i due figli Sean Preston (17 mesi) e Jayden James (5 mesi). Prima si è chiusa in un albergo e poi è volata nell'isola caraibica di Aruba per entrare in un centro di disintossicazione.
Dopo lo "show" dal parrucchiere, è stata la volta dei tatuaggi. "Quando le abbiamo chiesto cosa era successo ai suoi capelli - ha detto la Hughes - ha cominciato a gridare frasi senza senso, tipo 'non voglio essere toccata, sono stufa che tutti mi tocchino'. Ripeteva cose assurde, ci ha spaventato ed è stato un incubo farle i tatuaggi".
La Spears è uscita, in mezzo a fans e riflettori, con una croce rosa tatuata sull'anca e un paio di labbra rosa e rosse incise sul polso (80 dollari in tutto). Coprendosi la testa con il cappuccio di una felpa, è sparita nella notte con la propria scorta. In attesa del prossimo capitolo.
A dare il bell'esempio di comportamento insieme alla famosissima e amatissima ( nonostante tutto ) Britney, ci sono le sue colleghe:
La ventenne ( 20 anni !!! ) attrice e cantante americana, diventata famosa con i film della Disney, è uscita martedì scorso da un centro di disintossicazione dove è rimasta ricoverata per un mese.
La figlia di Lionel Richie, ventisei anni, star del reality show "The Simple Life", è stata arrestata venerdì per guida sotto l'influsso di alcool e droghe. Era già stata arrestata in dicembre per lo stesso motivo...
La ventiseienne ereditiera, star di reality e cantante ( huahuahua ), è stata condannata due settimane fa per guida in stato di ebbrezza. E il 22 gennaio ha fatto causa a un sito che pubblica sue foto sexy ( !!! ).
La diva del soul pop americano è la meno chiacchierata delle giovani star anche se ama farsi fotografare nuda o in abiti provocatori e resta famoso il suo bacio lesbo con Britney Spears e Madonna alla scorsa edizione dei Grammys.
E' proprio vero quando si dice: " l'importante è che se ne parli...!"
Una famiglia vive in una casa costruita con le bottiglie
Una intera famiglia slovacca ci abita da alcuni anni
"Siamo riusciti a tirarla su grazie ad amici che bevono molto"
Anna e Joseph, slovacchi, abitano alla periferia di Roma, nel quartiere Nomentano, insieme con i due figli, Annamaria e Marco, entrambi nati in Italia.
Assistenti sociali e volontari li conoscono bene, offrono i pasti ai piccoli ogni giorno di scuola. D'altronde, sono otto anni che la famiglia slovacca vive tra la ferrovia e il fiume Aniene, in povertà ma molto dignitosamente, in questa specie di casa che forse non entrerà nella storia dell' architettura, ma di certo colpisce per la sua originalità: una passata di cemento, una di bottiglie, una di cemento, una di bottiglie, così, fino a due metri di altezza. Da terra, però, l'acqua penetra facilmente e dentro, senza la stufa, si gela.
"Abbiamo amici che bevono molto, abbiamo chiesto loro di aiutarci e lo hanno fatto fornendoci le bottiglie", spiega la signora Anna, occhi chiari, 36 anni dei quali gli ultimi otto qui dopo la morte dei genitori e conseguenti problemi economici. Anna lavora come domestica, fa pulizie dovunque capiti pur di sbarcare il lunario; Joseph, il marito, lavora - quando trova un impiego - nell' edilizia, ma anche in qualunque altro settore. Ad aiutarli, come con due confinanti bielorussi, è una energica ottuagenaria italiana, Luciana, che abita nel palazzo di fronte.
All'interno della casa campeggia una copia abbozzata ma in stile del celebre autoritratto di Van Gogh. "Lo hanno fatto i nostri figli, Annamaria e Marco - spiega Anna - amano dipingere". E infatti, a guardar bene, la parete è piena di piccoli quadri disegnati dai bambini.
Piccole, grandi storie di povertà che si rincorrono nella Capitale e che si possono conoscere solo frequentando la "marginalità sociale" nei quartieri più periferici della città, in vere e proprie "favelas" che sorgono a ridosso di ferrovie o lungo i due fiumi, Tevere e Aniene, che attraversano Roma.
I nuovi poveri avanzano geograficamente e numericamente occupando argini di fiume, piloni di tangenziale, grotte o radure. Baracche, teloni e cartoni sembrano una caparbia conferma al diritto all' esistenza, prima che un ricovero. Un diritto ribadito a costo di violare regole urbanistiche e topografiche che per chi è ai margini appaiono promulgate per tutti gli altri.
A Roma duemila persone vivono in strada; altre 8/9.000 in auto, baracche, accampamenti. Un'ondata di disperati, nonostante gli sforzi dell'associazionismo - fra cui Comunità di Sant' Egidio e Caritas - e del Comune che negli anni ha moltiplicato i posti di accoglienza (4.200 i posti per le emergenze immediate e 15 mila per quella abitativa) e diversificato gli interventi, allestendo, tra l'altro una Sala Operativa Sociale (800.440022).
E' INCREDIBILE E METTE LA PELLE D'OCA IL SOLO PENSARE CHE RAGAZZINE DELLA MIA ETA', PIENE DI SOLDI, FAMA E SUCCESSO, BUTTINO TUTTO ALL'ARIA, IGNARE DI QUELLO CHE LE CIRCONDA, IGNARE DEL POTERE ECONOMICO E MEDIATICO CHE E' NELLE LORO MANI...
E POI LEGGI I GIORNALI, VEDI LA TV, ASCOLTI LA RADIO E TI TROVI LA REALTA' DI FRONTE, LA DURA REALTA'...
PERSONE CHE A POCHI PASSI DA CASA MIA CERCANO DIGNITA' IN UN RIFUGIO FATTO DI BOTTIGLIE, TERRA E CEMENTO.
MI CHIEDO, PER QUANTO ANCORA TUTTI NOI CON I PARAOCCHI, SAPENDO DI QUELLO CHE C'E' INTORNO, POSSIAMO CONTINUARE A SVEGLIARCI LA MATTINA, ANDARE A LAVORO, ANDARE A SCUOLA, VIVERE UNA VITA "NORMALE".
QUAL'E' LA NORMALITA'?
QUELLA DI BRITNEY E COMPANY O QUELLA DELLE BARACCOPOLI DI ROMA?
QUELLA DI NOI GIOVANI DEL 2007 O QUELLA DELLA GUERRA DI BUSH?
QUELLA DEI NOSTRI GENITORI CHE HANNO FATTO LA RIVOLUZIONE NEGLI ANNI '60 O QUELLA DEI NOSTRI FRATELLI MAGGIORI CHE NEGLI ANNI '80 NON HANNO FATTO NULLA?
14 febbraio 2007
San Valentino
Buon San Valentino a tutti coloro che si amano!
E a chi ancora non ha trovato l'amore, auguri lo stesso perchè amare non vuol dire solo quel sentimento che accomuna 2 persone di sesso diverso o uguale e che gli permette di condividere la vita, il sesso e il resto, ma amore è amicizia, famiglia, affetto per gli animali e la natura... amare la vita in generale!
06 febbraio 2007
Auguri Profeta

Robert Nesta Marley (Sant'Ann Bay, Giamaica, 6 febbraio 1945 - Miami, FL, Stati Uniti d'America, 11 maggio 1981), meglio conosciuto come Bob Marley, è stato un cantante, chitarrista e autore giamaicano. È probabilmente il più famoso musicista reggae di sempre, che ha avuto il merito di rendere popolare il genere fuori dalla Giamaica. Gran parte della sua opera parla delle lotte dei poveri e degli emarginati dal potere.
Era il marito di Rita Anderson Marley (una componente del gruppo I Threes, che poi diventò corista del gruppo di Marley, i The Wailers). Da lei ha avuto quattro dei suoi nove figli, tra i quali David Ziggy Marley, Stephen Marley e Damian Marley che continuano la tradizione della musica del padre con la loro band, i Melody Makers.
Nel luglio 1977 gli fu diagnosticato un melanoma maligno a un alluce, ma egli rifiutò le cure anche a causa della sua religione (Rastafarianesimo) secondo cui il corpo umano deve rimanere "integro". Il cancro si diffuse e morì quattro anni dopo, a Miami, dopo un volo d'urgenza nel tentativo di tornare in Giamaica.
Bob Marley è considerato dal suo popolo una guida spirituale e ogni 6 febbraio in Giamaica vi è una festa nazionale in suo onore.
Un'eccellente fonte di informazioni su Bob Marley come uomo, sulla sua religione, la sua musica e il movimento legato a lui si trova nel libro di Timothy White, titolo originale: Catch a Fire, in italiano: Bob Marley.
05 febbraio 2007
Addio Filippo!
Catania, 5 febbraio 2007
Ore 11:45, una immensa folla di commosse persone si dirige verso piazza Duomo, percorrendo Via Etnea.
Si fa spazio fra la folla un cordone di macchine della Polizia, e la macchina contenente il feretro del povero defunto.
E' adesso che un fortissimo, spontaneo applauso si leva tra la folla.
La gente commossa non puo ancora capire come si sia arrivati a tutto ciò.
Catania è stretta in una morsa. Tutta la città oggi piange un suo figlio, Filippo Raciti morto per mano di folli teppisti, morto per una partita di pallone. Pura follia.
Oggi tutti noi lo piangiamo, ma soprattutto i suoi cari, i figli Alessio e Fabiana e la moglie Marisa.
I funerali, tanta gente, gente comune, gente per bene, affollatissima la cattedrale, l'intera piazza Duomo.
Persino un maxi schermo viene posto nelle vicinanze per aiutare ad essere vicino a Filippo chi non è riuscito ad entrare nel Duomo di Catania. E' una città indignata, una città stufa, una comunità ferita. I familiari, i primi ad essere stati colpiti da questa tremenda tragedia sono fermi accanto alla bara, silenziosi e forse ancora increduli dell'accaduto.
E' proprio mentre l'arcivescovo recita l'omelia, che scoppia un sentimento di rabbia fortissimo dentro di me, ripeto... è impossibile perdere il marito ed il padre per una partita di pallone, per la follia di pochi deficenti.
Catania e l'Italia oggi si fermano per riflettere... Catania oggi è tutta per Filippo, tutti noi gli diciamo grazie.
23 gennaio 2007
ALLA RICERCA DELLA FELICITA'
Le emozioni sono componenti fondamentali della nostra vita, da esse, sovente, traiamo gli stimoli che muovono le nostre giornate. Seppure ogni singola emozione sia importante e permetta a chi la sperimenta di sentirsi vivo, l'uomo è soprattutto alla ricerca di quelle sensazioni ed emozioni che lo facciano star bene e lo appaghino, in una parola è alla ricerca di quello stato emotivo di benessere chiamato felicità.
Quest'ultima è data da un senso di appagamento generale e la sua intensità varia a seconda del numero e della forza delle emozioni positive che un individuo sperimenta.
Questo stato di benessere, soprattutto nella sua forma più intensa - la gioia - non solo viene esperito dall'individuo, ma si accompagna da un punto di vista fisiologico, ad una attivazione generalizzata dell'organismo.
Molte ricerche mettono in luce come essere felici abbia notevoli ripercussioni positive sul comportamento, sui processi cognitivi, nonché sul benessere generale della persona. Ma chi sono le persone felici?
Gli studi che hanno cercato di rispondere a questa domanda evidenziano come la felicità non dipenda tanto da variabili anagrafiche come l'età o il sesso, né in misura rilevante dalla bellezza, ricchezza, salute o cultura. Al contrario sembra che le caratteristiche maggiormente associate alla felicità siano quelle relative alla personalità quali ad esempio estroversione, fiducia in se stessi, sensazione di controllo sulla propria persona e il proprio futuro.
Le emozioni: IL COLORE DELL'ESISTENZA
Le emozioni sono componenti fondamentali della nostra vita, danno colore e sapore all'esistenza, anche se, in una civiltà come quella occidentale impostata sul primato della ragione, spesso sono considerate con sospetto e timore. Del resto non potrebbe essere altrimenti: infatti se la ragione promette all'uomo il dominio su se stesso e le cose, le emozioni spesso producono turbamento e conflitto, non sono mai totalmente controllabili e a volte ci trascinano a dire o fare cose di cui, una volta cessato l'impeto emotivo, ci si pente.
Eppure, sono le emozioni che ci fanno gustare la vita ed è proprio dalle emozioni, piccole o grandi che siano, che l'individuo spera di ricavare nuovi stimoli che muovano le sue giornate. Del resto come si potrebbe dire di vivere appieno se non si sperimentassero mai la gioia, il tremito dello smarrimento o della paura, l'impeto della passione, l'abbandono alla nostalgia, il peso e la disperazione provocate dalla sofferenza?.
Tuttavia, seppur ogni singola emozione sia importante e permetta a chi la sperimenta di sentirsi vivo, l'uomo è soprattutto alla ricerca di quelle sensazioni ed emozioni che lo facciano star bene e lo appaghino, in una parola è alla ricerca di quello stato emotivo di benessere chiamato felicità.
FELICITA': alcune definizioni
- Secondo Argyle (1987), il maggiore studioso di questa emozione, la felicità è rappresentata da un senso generale di appagamento complessivo che può essere scomposto in termini di appagamento in aree specifiche quali ad esempio il matrimonio, il lavoro, il tempo libero, i rapporti sociali, l'autorealizzazione e la salute.
- La felicità è anche legata al numero e all'intensità delle emozioni positive che la persona sperimenta e, in ultimo, come evento o processo emotivo improvviso e piuttosto intenso è meglio designata come gioia. In questo caso è definibile come l'emozione che segue il soddisfacimento di un bisogno o la realizzazione di un desiderio e in essa, accanto all'esperienza del piacere, compaiono una certa dose di sorpresa e di attivazione (D'Urso e Trentin, 1992).
La felicità è anche legata al numero e all'intensità delle emozioni positive che la persona sperimenta e, in ultimo, come evento o processo emotivo improvviso e piuttosto intenso è meglio designata come gioia. In questo caso è definibile come l'emozione che segue il soddisfacimento di un bisogno o la realizzazione di un desiderio e in essa, accanto all'esperienza del piacere, compaiono una certa dose di sorpresa e di attivazione (D'Urso e Trentin, 1992).
Cosa succede quando siamo felici?
Ma cosa succede dentro e fuori di noi quando siamo felici?
| Alcuni autori (Maslow, 1968; Privette, 1983) riportano che le sensazioni esperite con più frequenza dalle persone che si trovano in una condizione di felicità o di gioia sono quelle di sentire con maggiore intensità le sensazioni corporee positive e con minore intensità la fatica fisica, di sperimentare uno stato di attenzione focalizzata e concentrata, di sentirsi maggiormente consapevoli delle proprie capacità. | |
| Spesso le persone felici si sentono più libere e spontanee, riferiscono una sensazione di benessere in relazione a se stesse e alle persone vicine e infine descrivono il mondo circostante in termini più significativi e colorati. | |
| Inoltre le persone che provano emozioni positive, quali ad esempio gioia e felicità, a livello fisiologico presentano un'attivazione generale dell'organismo che si manifesta con un'accelerazione della frequenza cardiaca, un aumento del tono muscolare e della conduttanza cutanea e infine una certa irregolarità della respirazione. | |
| In ultimo chi è felice sorride spesso. In effetti il sorriso, sovente accompagnato da uno sguardo luminoso e aperto, è la manifestazione comportamentale più rappresentativa, inconfondibile e universalmente riconosciuta della felicità e della gioia. |
Chi sono le persone felici?
Probabilmente chiunque, passando in rassegna le persone che gli sono vicine, è in grado di identificare tra tutte un amico, un parente o un conoscente che è considerato da tutti la persona felice per antonomasia, la persona che non perde il buonumore anche quando deve affrontare delle situazioni difficili o fastidiose, quella che ha sempre la battuta pronta e che sembra serena in ogni circostanza.
Ma la felicità da cosa dipende? Esistono delle caratteristiche dell'individuo che lo rendono maggiormente permeabile a sentimenti di felicità e gioia piuttosto che a sentimenti negativi?
E' molto difficile, probabilmente impossibile, rispondere in modo sufficientemente accurato a tali quesiti. Tuttavia le ricerche sulla felicità mettono in luce come essere più o meno felici non dipende in modo diretto da variabili anagrafiche come l'età o il sesso, né in misura rilevante dalla bellezza, ricchezza, salute o cultura. Al contrario sembra che le caratteristiche maggiormente associate alla felicità siano quelle relative alla personalità e in particolare quelle relative all'estroversione, alla fiducia in se stessi, alla sensazione di controllo su se stessi e il proprio futuro (D'Urso e Trentin, 1992).
Secondo Argyle e Lu (1990) la persona estroversa è più felice perché ha più rapporti sociali, fa amicizie più facilmente, partecipa ad un maggior numero di attività pubbliche e collettive dove trova maggiori motivi di interesse e divertimento. Inoltre una persona felice è anche una persona che sta bene con se stessa e che ha fiducia nelle sue capacità e percepisce una fondamentale congruenza tra ciò che è e ciò che vorrebbe essere. In sostanza, più le persone riescono ad accettarsi per quello che sono, con tutti i loro pregi e i loro limiti, più sono felici. Analogamente, quanto più una persona ritiene di poter ragionevolmente controllare gli eventi che gli accadono nella sua vita affettiva, sociale, lavorativa, più è felice, e in particolar modo, è più felice di chi si considera in balia del caso o degli altri.
Felicità e benessere
Gli stati d'animo positivi possono influire in modo considerevole sia sul comportamento sia sui processi di pensiero rendendoli maggiormente adeguati e funzionali alle situazioni di vita dell'individuo. E' poi ovvio che tutto questo si ripercuota positivamente sullo star bene dell'individuo con se stesso e gli altri.
In effetti quando le persone sono di buon umore pensano alle cose in modo molto diverso rispetto a quando sono di cattivo umore. Ad esempio, si è trovato che il buon umore porta a descrivere in modo positivo gli eventi sociali a percepirsi come socialmente competenti, a provare sicurezza in se stessi e autostima (Bower, 1983). Inoltre quando si è felici si tende a valutare più positivamente la propria persona: ci si sente pieni di energia, si considerano meno gravi i propri difetti e si pensa meno alle proprie difficoltà. In ultimo, si è visto che più si è felici più si curano e si allargano i propri interessi sociali e artistici, si pone maggiore attenzione alle questioni politiche generali, ci si sente più inclini ad accettare dei compiti nuovi e stimolanti, anche se difficili (Cunningham, 1986; 1988).
Da questo punto di vista non c'è da stupirsi che uno stato emotivo positivo induca all'ottimismo: Mayer e Volanth (1985), infatti, hanno trovato una correlazione diretta tra grado di buonumore e probabilità stimata di eventi positivi.
Essere felici induce anche ad essere più audaci. A questo proposito, Isen e Patrick (1983) hanno messo in luce come la gioia tendenzialmente porti a sottovalutare la gravità dei rischi e quindi porti ad agire in modo meno prudente.
In ogni caso si è anche visto che questo accade solo se la decisione da prendere non comporta dei rischi seri. In presenza di uno stato d'animo positivo, non solo il mondo sembra più colorato e desiderabile e le azioni più facili, ma anche le persone che ci circondano sembrano migliori.
E' forse per questo che molti esperimenti rilevano come le persone felici siano più disponibili, generose e altruiste e provochino negli altri una maggior simpatia.
In ultimo, per quanto riguarda gli aspetti cognitivi, si è visto che il buon umore ha degli effetti positivi sulle capacità di apprendimento e di memoria e sulla creatività: in sostanza quando si è felici si apprende con più facilità, in misura maggiore e in modo più duraturo (Ellis, Thomas e Rodriguez, 1984; Ellis, Thomas McFarland e Lane, 1985) e inoltre si è maggiormente creativi nella soluzione dei problemi.
FELICITA': istruzioni per l'uso
Tali attività o atteggiamenti sono:
- non attribuire interamente a noi stessi la responsabilità degli eventi spiacevoli che ci capitano
- stare in compagnia di persone felici
- fare esercizio fisico
- non confrontare la nostra condizione (salute, bellezza, ricchezza ecc.) con quella degli altri
- individuare quello che ci piace nel nostro lavoro e valorizzarlo
- curare il corpo e l'abbigliamento
- riconoscere i legami tra cattivo umore e cattivo stato di salute: spesso è il malessere fisico, più che altri fattori oggettivi, a determinare un cattivo umore 8. dimensionare le nostre aspettative alle capacità e alle opportunità medie della situazione
- aiutare le persone a cui piace essere aiutate
- non fare progetti a lunga scadenza
- frequentare le persone che ci hanno fatto dei piaceri e alle quali abbiamo fatto dei piaceri
- non trarre conclusioni generali dagli insuccessi
- fare una lista delle attività che personalmente ci fanno stare di buon umore e praticarle