Visualizzazione post con etichetta News. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta News. Mostra tutti i post

16 luglio 2007

Spiacevoli eventi...

Ormai dall'11 luglio appena trascorso la DNAMUSIC per il progetto S.I.R (spazio indipendente romano) decide di sospendere la programmazione a causa di alcuni spiacevoli eventi...

Il comunicato, che si può leggere per intero nella HOME page del sito, riassumendo dice:

"L’Associazione Culturale Musicale DNAMUSIC comunica che a causa di motivazioni non ad essa direttamente imputabili, l’evento musicale S.i.R. SPAZIO INDIPENDENTE ROMANO chiude anticipatamente la sua programmazione, che ha visto in quella dello scorso mercoledì 4 luglio 2007 la sua quinta ed ultima serata.

-

Quando lo scorso anno DNAMUSIC, in collaborazione con il MUNICIPIO ROMA 13, ha gettato le basi per un Festival di musica indipendente voleva, come il suo Statuto prevede, diffondere una e al tempo stesso Cultura musicale che il mainstream molte volte non accoglieoffrire ai ragazzi del litorale romano la possibilità di vivere la passione che la musica indipendente genera e che altrove è considerata un elemento prezioso per la società.

La consapevolezza di trovarci di fronte ad una enorme montagna da scalare era viva nelle nostre menti, ma da amanti della musica e da sognatori tutto ciò non ci ha spaventati.

Fin dalle prime battute ci sono stati molti problemi tecnico-logistici che hanno messo sotto sforzo la nostra organizzazione, che, pur non disponendo di grandi risorse economiche, ha saputo far fronte a tutto risolvendo giorno dopo giorno ogni elemento di ostacolo al naturale svolgimento della manifestazione.

...


Dopo un primo mese di riscaldamento e in salita ora ci aspettava la discesa, entrando nel vivo della manifestazione con gruppi importantissimi: QUINTORIGO, MEGANOIDI, FONDERIA + RODOLFO MALTESE (Banco del Mutuo Soccorso), A TOYS ORCHESTRA e TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI.

...

il macigno che è caduto sul nostro Festival e che ci ha costretti a riflettere sul proseguo della manifestazione è stato l’annuncio che la rassegna “Estate alla Sapienza” avrebbe realizzato un calendario che ricalcava le nostre date di punta (MEGANOIDI, A TOYS ORCHESTRA, TRE ALLEGRI RAGAZZI MORTI).


...

Non avendo più un calendario in linea con le premesse che hanno fatto nascere lo SPAZIO INDIPENDENTE ROMANO e visto l’impossibilità di ripianificare a breve le date mancanti con gruppi dello stesso livello, riteniamo più intelligente sospendere la manifestazione.

Ci tengo a sottolineare che l'organizzazione del festival, il servizio ufficio stampa, la realizzazione del sito internet, le riprese video, la distribuzione di 7000 flyers e 22 locandine (questo è quello che abbiamo avuto a disposizione) è avvenuta GRATUITAMENTE grazie e solo a DNAMUSIC e MEDIA DAB. Inoltre dei 13 gruppi che hanno partecipato ben 7 hanno suonato GRATIS provvedendo al proprio backline, 5 gruppi a rimborso spese provvedendo al proprio backline e un solo gruppo a cachet “promozionale”.

Questo a testimonianza che è possibile organizzare un evento mantenendo i costi quasi vicini allo ZERO.

DNAMUSIC fa tesoro di questa esperienza e ribadisce la propria volontà di essere un elemento attivo per aiutare la MUSICA ed i suoi principali attori, gli artisti, capaci di creare melodie che possano divenire ricordo e patrimonio personali di ognuno di noi.

DNAMUSIC spera che questo primo incompleto tentativo di liberale il litorale romano da un isolamento culturale musicale possa essere visto dalle Istituzioni come un punto di partenza, al fine di creare e sviluppare dinamiche nuove, atte a far divenire il nostro territorio un luogo considerato importante dagli artisti di grosso calibro per presentare le proprie opere.

...

Sicuramente non è nel nostro DNA arrenderci. Torneremo con altre iniziative sempre rivolte a sostenere la musica indipendente.

PER CHI AMA LA MUSICA E SCRIVERE DI MUSICA E PER CHI COME LESTER BANGS COMBATTE UNA GUERRIGLIA INCESSANTE PER RIPORTARE AL CENTRO DELLA RIFLESSIONE LA MUSICA STESSA


PRESIDENTE DNAMUSIC
Walter Campanile "



Credo sia giunto il momento di porre fine a barriere mentali e di puro marketing che impediscono alla creatività di venir fuori e di essere resa pubblica.

In 2 anni a Roma sono accaduti ogni sorta di casini in manifestazioni INDIPENDENTI.

Ricordiamo il Blue Cheese (mai aperto) e l'assalto fascista a VILLA ADA, solo per citarne 2...

Se la parola INDIPENTE mette paura a livello culturale, politico e musicale, siamo messi molto male. Spero che non ci saranno più comunicati di questo genere e che la libertà di parola, espressione e manifestazione sia sempre e comunque rispettata!

10 luglio 2007

50.000 per dire no al commercio di carne di CANE

In relazione alla sollecitazione su dogmeattrade.com pubblicata da Alessia...sono state raggiunte le 50.000 firme, e sono fiera di essere stata una di queste!

Grazie ad Alessia per aver tempo fa pubblicato la news riguardo la petizione su http://www.dogmeattrade.com

Non fermiamoci qui però, continuiamo a firmare e a sostenere petizioni e progetti online per la salvaguardia dei nostri amici e compagni animali, non costa nulla ma può fare molto :)

Eclyse, metà cavallo metà zebra


A primo colpo d'occhio sembra una zebra a cui sia accidentalmente caduta addosso molta vernice bianca, ma in realtà Eclyse è nata da una zebra maschio e una cavalla i cui geni hanno generato una particolare colorazione del mantello: il muso e parte posteriore zebrate, mentre il resto è completamente bianco.

In questa storia c'entra anche in qualche maniera l'Italia: Eclyse è stato concepito proprio nel nostro paese. Eclipse, la madre di Eclyse, venne portata dalla Germania in una fattoria italiana per un breve periodo e qui diede alla luce Eclyse, mezza zebra e mezzo cavallo (guarda le sue foto).

Ora Eclyse è divenuta la principale attrazione del parco safari di un paese tedesco vicino al confine con l'Olanda: «Ha conservato le caratteristiche di entrambi i genitori - dice Udo Richter, portavoce del parco -. Eclyse ha normalmente il comportamento del cavallo addomesticato, ma occasionalmente viene fuori il temperamento fiero e selvaggio della zebra».


© 2007 La Stampa - LaStampa.it
Tutti i diritti riservati.

22 giugno 2007

Cambio Grafica

A causa della poca visibilità data dai troppi errori nel codice html di questo blog, questo sarà l'ultimo post appartenente alla veste grafica "Mushrooms & Apples" che mesi fa avevo progettato e messo online.

Da oggi si cambia...

09 maggio 2007

[Montesacro] Rassegna spettacoli «I love IV»


«I Love IV». Questo il nome della rassegna di spettacoli totalmente gratuita promossa dal IV Municipio di Roma, dall'Assessorato alle Politiche culturali del Comune di Roma e dalla Regione Lazio che coprirà l'intero arco del 2007. Più di 30 appuntamenti, tra mostre di pittura e fotografiche, commedie teatrali, musical, cabaret, sfilate di moda, musica dal vivo, e un concorso per tutte le scuole di ballo presenti nel territorio, che garantiranno al IV Municipio, ed all'intera città, un'offerta culturale di qualità in grado di coprire l'intero 2007, ma che soprattutto tende a valorizzare e rendere protagonisti alcuni luoghi del IV Municipio come piazza Sempione, il Pratone delle Valli e il Tufello.

Con questa rassegna, insomma, il presidente del IV Municipio Alessandro Cardente, grazie alla proficua collaborazione instaurata col consigliere regionale residente proprio in IV Municipio Antonio Zanon, punta non solo ad offrire alla cittadinanza un offerta culturale senza precedenti, ma anche a valorizzare e far conoscere il patrimonio artistico-architettonico di Montesacro attraverso una serie di appuntamenti, tutti ad ingresso gratuito, in grado di coinvolgere direttamente lo spettatore-visitatore.
Tra i 30 appuntamenti in programma, mostre di pittura e fotografiche dedicate al IV Municipio, il concerto di Giandomenico Anellino "Le colonne sonore nelle corde di una chitarra", le rappresentazioni teatrali "Geneticamente Mortificato" di Rodolfo Laganà, "Mucho maci ma molto mici" di Paolo e Pedro, "Una Notte Bianca" di Gabriele Pignotta, i musical "Annie" di Paola Lancioni, "Arlecchino in cerca d'autore" di Americo Di Francesco, "Mastro Gatto ovvero il gatto con gli stivali" di Gianluigi Pesce e Alessandro Cercato, e "Giuseppe il Sognatore" che conta un cast di 36 artisti. E poi ancora un concorso per tutte le scuole di ballo presenti nel territorio "Ballo in IV Municipio", e un'intera domenica dedicata ai bambini ed ai loro giochi ed una mostra artigianale del rame e del legno intarsiato.
La rassegna verrà presentata alla cittadinanza martedì 8 maggio alle ore 20,30 presso il Teatro 33 di via Gran Paradiso 33. Di seguito, alle 21, la brillante commedia di Gabriele Pignotta "Una Notte Bianca», con Veruska Rossi e Fabio Alvaro. Ossia l'incredibile avventura umana di tre ragazzi (tutti trentenni) rimasti chiusi in un ascensore durante il lungo black out del 2003, quando a Roma sotto il diluvio, debuttava la prima indimenticabile edizione della "Notte bianca".



Scarica il programma


Invia questo articolo


01 marzo 2007

And now, time for the truth - SMENTITA DAL SITO UFFICIALE!




Stamattina il sito ufficiale dei Jamiroquai smentisce la news sul "Mirror" di ieri nella quale Jay secondo un intervista avrebbe dichiarato di abbandonare la musica ( vedi post precedente ... ).

Ecco la notizia in inglese dal jamiroquai.co.uk:

28.02.2007 | And now, time for the truth

"OK, so there is a story in today’s Mirror implying Jay is quitting the music business: Needless to say they’ve got it completely wrong!


You see, in a quick chat with one of the paper’s journalists following his record breaking Gig in the Sky yesterday, Jay mentioned he was taking time out to update his home studio and take some time off before the band go back in to start writing a new album later in the year.


He also talked about working on new arrangements of songs so next time they go out on tour they have fresh take on the tracks they play live perhaps incorporating strings or horns. Perhaps they should listen next time!


When they gonna learn? On seeing the way his chat was reported today in the Mirror Jay said “As usual they got it wrong for a cheap headline! All I said was that we’re taking a bit of time out to get the studio refurbished and we’ll be back making music in a few months time.


There’s no way I’m quitting the music business - now I am out of my long contract with SonyBMG we have so many options open to us we’re just going to take our time and get it right - its just getting interesting!"


In poche parole ( e direi ce lo potevamo aspettare dai giornalisti del Mirror... ) hanno detto una sacco di frottole.

Jay non è in procinto di lasciare il mondo della musica, ma solo ha ribadito che il suo contratto con la Sony è cessato e di conseguenza si trova "in mezzo ad una strada", adesso è in grado di scegliere come e quando e "quale" musica fare, senza condizionamenti, gli si sono aperte molte strade davanti!


Ha anche precisato che dopo 3 anni ininterrotti di Tour in giro per il mondo ( dopo Dynamite-2005 e il Greatest Hits-2006 ) ha bisogno di stare un po fermo e in pace... e sopratutto di sistemarsi...

Infatti Jason Kay è da tempo che dichiara di voler trovare una donna con cui avere dei figli.


Ha anche affermato di avere bisogno di tempo e ispirazione per scrivere nuove canzoni e musica con la band ( tempo fa in una news Jay kay disse di voler dedicarsi a nuove sonorità, senza legami "economici" e di tempo con etichette impegnate come la Sony bmg ).

...la notizia prosegue dicendo che Jay sarebbe interessato ad unire agli strumenti già presenti, archi e fiati ( come agli albori, da Emergency on Planet Earth fino al meno impegnato Synkronized ).





Come al solito i giornalisti prendono una notizia, un intervista, una frase detta e la modificano a loro piacimento, facendo credere cose non vere!

Rincuoriamoci, la Jamiro story continua...

-----------------------------------------------------------------------------------

Video da un sito svedese su GIG IN THE SKY:



28 febbraio 2007

Jamiroquai si annoia...batte sei record ma lascia la musica



Per un bel po’ di tempo non sentiremo più parlare di Jamiroquai, almeno dal punto di vista musicale.

Jay Kay ha deciso di abbandonare il mondo dell’industria discografica subito dopo la fine del contratto che lo legava alla Sony/BMG: “Ho passato un periodo poco felice” ha dichiarato il musicista “Ho avuto degli alti e bassi e alla fine i bassi erano semplicemente troppi.

Quando abbiamo discusso del mio ritiro, ho preso al volo l’occasione.Penso di poter tornare sulla scena quando avrò l’ispirazione, ma chi lo sa.Non so cosa farò adesso.
Sono annoiato, non ho intenzione di ritornare in tour; tutti abbiamo bisogno di riposo, non ho bisogno né del contratto né dei soldi”.

In realtà Jamiro sa bene cosa fare, è arrivato il momento di riempire la sua enorme villa di bambini e di amore, ma al momento è sprovvisto della donna giusta: “Prenderò il mio elicottero e perlustrerò tutta la zona alla ricerca della donna perfetta con la quale avere dei bambini. Mi sento libero e voglio trovare l’amore”.
L’improvviso senso di paternità è un altro regalo del suo collaboratore/chitarrista Rob Harris che ha recentemente avuto una bambina: “Mi ha fatto capire che voglio un bebè anche io” ha continuato Jay Kay “Ma non voglio sposarmi, non voglio certo perdere la casa…”.
In un’altra notizia si apprende che Jamiroquai ha recentemente battuto ben sei record del Guinness dei Primati: ieri, 27 Febbraio la band si è esibita0 su un aereo con partenza alle ore 15:00 da Monaco e arrivo ad Atene ( la località di arrivo è rimasta sconosciuta fino a poco prima dell'atterraggio), il velivolo è stato preparato dalla Sony Ericsson che ha realizzato un piccolo palco togliendo le prime cinque file di poltrone.

I record ufficializzati sono:

- il concerto più alto (35.000 piedi, 10.668 metri),

- concerto più veloce (? è durato 30 minuti),

- la registrazione più alta,

- la registrazione più veloce,

-la più alta esibizione in un aereo,

- la più veloce esibizione in un aereo.


P.S:
nell'immagine potete vedere una foto del velivolo con il buffaloman impresso sulla pancia, due immagini di Jay che canta tra i seggiolini e infine il dessert servito ai fortunati vincitori presenti al concerto: una tortina con il logo dell'evento, il buffaloman con le ali circondato da un cerchio di stelline!





19 febbraio 2007

Britney Spears Vs Soldato Ryan - Roma Vs Calcutta


Incubo Britney Spears...

Adesso anche in versione soldato Ryan... a lei però bisognerebbe davvero salvarla dal baratro:


LOS ANGELES - Fuori di testa, senza controllo e, al termine di una serata di follia, anche senza capelli. Britney Spears è riuscita ancora una volta a finire sotto i riflettori, stavolta con atteggiamenti e provocazioni che sembrano più che altro gesti di disperazione. Riemersa da una presunta, rapidissima (un giorno) visita a un centro di disintossicazione, la cantante è piombata da un parrucchiere di Los Angeles, ha afferrato un rasoio elettrico e si è rasata a zero, da sola, sotto gli occhi di decine di testimoni stupiti.


I festini a base di superalcolici, secondo chi conosce bene la cantante, l'hanno trasformata in un'alcolizzata che è riuscita nell'impresa, non facile, di mettere a disagio anche l'amica Paris Hilton, facendosi fotografare in atteggiamenti saffici oppure senza mutandine. Lunedì scorso, secondo il settimanale UsWeekly, la Spears, dopo un periodo trascorso saltando da un party all'altro a New York, si è trasferita a Miami con i due figli Sean Preston (17 mesi) e Jayden James (5 mesi). Prima si è chiusa in un albergo e poi è volata nell'isola caraibica di Aruba per entrare in un centro di disintossicazione.

Dopo lo "show" dal parrucchiere, è stata la volta dei tatuaggi. "Quando le abbiamo chiesto cosa era successo ai suoi capelli - ha detto la Hughes - ha cominciato a gridare frasi senza senso, tipo 'non voglio essere toccata, sono stufa che tutti mi tocchino'. Ripeteva cose assurde, ci ha spaventato ed è stato un incubo farle i tatuaggi".

La Spears è uscita, in mezzo a fans e riflettori, con una croce rosa tatuata sull'anca e un paio di labbra rosa e rosse incise sul polso (80 dollari in tutto). Coprendosi la testa con il cappuccio di una felpa, è sparita nella notte con la propria scorta. In attesa del prossimo capitolo.

A dare il bell'esempio di comportamento insieme alla famosissima e amatissima ( nonostante tutto ) Britney, ci sono le sue colleghe:



Lindsay Lohan

La ventenne ( 20 anni !!! ) attrice e cantante americana, diventata famosa con i film della Disney, è uscita martedì scorso da un centro di disintossicazione dove è rimasta ricoverata per un mese.







Nicole Richie

La figlia di Lionel Richie, ventisei anni, star del reality show "The Simple Life", è stata arrestata venerdì per guida sotto l'influsso di alcool e droghe. Era già stata arrestata in dicembre per lo stesso motivo...






Paris Hilton

La ventiseienne ereditiera, star di reality e cantante ( huahuahua ), è stata condannata due settimane fa per guida in stato di ebbrezza. E il 22 gennaio ha fatto causa a un sito che pubblica sue foto sexy ( !!! ).






Cristina Aguilera

La diva del soul pop americano è la meno chiacchierata delle giovani star anche se ama farsi fotografare nuda o in abiti provocatori e resta famoso il suo bacio lesbo con Britney Spears e Madonna alla scorsa edizione dei Grammys.





E' proprio vero quando si dice: " l'importante è che se ne parli...!"





Povertà a Roma ( Nomentano )
Una famiglia vive in una casa costruita con le bottiglie




Povertà a Roma, una famiglia vive in una casa costruita con le bottiglie


Una intera famiglia slovacca ci abita da alcuni anni
"Siamo riusciti a tirarla su grazie ad amici che bevono molto"


ROMA - A guardarla superficialmente potrebbe sembrare perfino una piccola casa di vacanze con quella sorta di minuscolo ambiente esterno, i giocattoli sui tavolini, la mansardina, gli scalini con alla base il lavabo esterno per i piatti e un altro manufatto con due stanzette. Però nessuno si sognerebbe di costruire una casa di vacanze davanti ai binari del treno e forse solo per gioco la realizzerebbe in bottiglie di birra, ben meno isolanti e termiche dei laterizi.

Anna e Joseph, slovacchi, abitano alla periferia di Roma, nel quartiere Nomentano, insieme con i due figli, Annamaria e Marco, entrambi nati in Italia.
Assistenti sociali e volontari li conoscono bene, offrono i pasti ai piccoli ogni giorno di scuola. D'altronde, sono otto anni che la famiglia slovacca vive tra la ferrovia e il fiume Aniene, in povertà ma molto dignitosamente, in questa specie di casa che forse non entrerà nella storia dell' architettura, ma di certo colpisce per la sua originalità: una passata di cemento, una di bottiglie, una di cemento, una di bottiglie, così, fino a due metri di altezza. Da terra, però, l'acqua penetra facilmente e dentro, senza la stufa, si gela.

"Abbiamo amici che bevono molto, abbiamo chiesto loro di aiutarci e lo hanno fatto fornendoci le bottiglie", spiega la signora Anna, occhi chiari, 36 anni dei quali gli ultimi otto qui dopo la morte dei genitori e conseguenti problemi economici. Anna lavora come domestica, fa pulizie dovunque capiti pur di sbarcare il lunario; Joseph, il marito, lavora - quando trova un impiego - nell' edilizia, ma anche in qualunque altro settore. Ad aiutarli, come con due confinanti bielorussi, è una energica ottuagenaria italiana, Luciana, che abita nel palazzo di fronte.

All'interno della casa campeggia una copia abbozzata ma in stile del celebre autoritratto di Van Gogh. "Lo hanno fatto i nostri figli, Annamaria e Marco - spiega Anna - amano dipingere". E infatti, a guardar bene, la parete è piena di piccoli quadri disegnati dai bambini.

Piccole, grandi storie di povertà che si rincorrono nella Capitale e che si possono conoscere solo frequentando la "marginalità sociale" nei quartieri più periferici della città, in vere e proprie "favelas" che sorgono a ridosso di ferrovie o lungo i due fiumi, Tevere e Aniene, che attraversano Roma.
I nuovi poveri avanzano geograficamente e numericamente occupando argini di fiume, piloni di tangenziale, grotte o radure. Baracche, teloni e cartoni sembrano una caparbia conferma al diritto all' esistenza, prima che un ricovero. Un diritto ribadito a costo di violare regole urbanistiche e topografiche che per chi è ai margini appaiono promulgate per tutti gli altri.

A Roma duemila persone vivono in strada; altre 8/9.000 in auto, baracche, accampamenti. Un'ondata di disperati, nonostante gli sforzi dell'associazionismo - fra cui Comunità di Sant' Egidio e Caritas - e del Comune che negli anni ha moltiplicato i posti di accoglienza (4.200 i posti per le emergenze immediate e 15 mila per quella abitativa) e diversificato gli interventi, allestendo, tra l'altro una Sala Operativa Sociale (800.440022).




COME SI PUO VIVERE IN UN MONDO COSI'?
E' INCREDIBILE E METTE LA PELLE D'OCA IL SOLO PENSARE CHE RAGAZZINE DELLA MIA ETA', PIENE DI SOLDI, FAMA E SUCCESSO, BUTTINO TUTTO ALL'ARIA, IGNARE DI QUELLO CHE LE CIRCONDA, IGNARE DEL POTERE ECONOMICO E MEDIATICO CHE E' NELLE LORO MANI...
E POI LEGGI I GIORNALI, VEDI LA TV, ASCOLTI LA RADIO E TI TROVI LA REALTA' DI FRONTE, LA DURA REALTA'...
PERSONE CHE A POCHI PASSI DA CASA MIA CERCANO DIGNITA' IN UN RIFUGIO FATTO DI BOTTIGLIE, TERRA E CEMENTO.


MI CHIEDO, PER QUANTO ANCORA TUTTI NOI CON I PARAOCCHI, SAPENDO DI QUELLO CHE C'E' INTORNO, POSSIAMO CONTINUARE A SVEGLIARCI LA MATTINA, ANDARE A LAVORO, ANDARE A SCUOLA, VIVERE UNA VITA "NORMALE".


QUAL'E' LA NORMALITA'?
QUELLA DI BRITNEY E COMPANY O QUELLA DELLE BARACCOPOLI DI ROMA?
QUELLA DI NOI GIOVANI DEL 2007 O QUELLA DELLA GUERRA DI BUSH?
QUELLA DEI NOSTRI GENITORI CHE HANNO FATTO LA RIVOLUZIONE NEGLI ANNI '60 O QUELLA DEI NOSTRI FRATELLI MAGGIORI CHE NEGLI ANNI '80 NON HANNO FATTO NULLA?



RIMANGO PERPLESSA E RIFLETTO...

01 febbraio 2007

Petizione Europea: "New technologies and engaging young people in the democratic process"



E' stata organizzata una petizione aperta a tutti i ragazzi d’Europa e si può partecipare via web per chiedere al Parlamento Scozzese di impegnarsi allo scopo di coinvolgere i giovani nei processi democratici ( "New technologies and engaging young people in the democratic process" )

Il risulato di questa petizione verrà poi presentato al Parlamento Europeo.

Partecipa alla petizione!

Clicca i seguienti link e entra nelle sezioni della petizione:


30 gennaio 2007

30/01/1948 - 30/01/2007

Mohandas Karamchard Gandhi, detto il Mahatma (soprannome datogli dal poeta indiano R.Tagore che in sanscrito significa “Grande Anima”), è il fondatore della nonviolenza e il padre dell’indipendenza indiana.

Nasce a Portbandar in India il 2 ottobre 1869. Dopo aver studiato nelle università di Ahmrdabad e Londra ed essersi laureato in giurisprudenza, esercita brevemente l’avvocatura a Bombay.

Nel 1893 si reca in Sud Africa con l’incarico di consulente legale per una ditta indiana e vi rimane per 21 anni. Qui si scontra con una realtà terribile, in cui migliaia di immigrati indiani sono vittime della segregazione razziale. L’indignazione per le discriminazioni razziali subite dai suoi connazionali (e da lui stesso) da parte delle autorità britanniche, lo spingono alla lotta politica. Il Mahatma si batte per il riconoscimento dei diritti dei suoi compatrioti e dal 1906 lancia, a livello di massa, il suo metodo di lotta basato sulla resistenza nonviolenta- “satyagraha”: una forma di non-collaborazione radicale con il governo britannico, concepita come mezzo di pressione di massa. Gandhi giunge all’uguaglianza sociale e politica tramite le ribellioni pacifiche e le marce. Alla fine, infatti, il governo sudafricano attua importanti riforme a favore dei lavoratori indiani (eliminazione di parte delle vecchie leggi discriminatorie, riconoscimento ai nuovi immigrati della parità dei diritti e validità dei matrimoni religiosi).

Nel 1915 Gandhi torna in India, dove circolano già da tempo fermenti di ribellione contro l’arroganza del dominio britannico (in particolare per la nuova legislazione agraria, che prevedeva il sequestro delle terre ai contadini in caso di scarso o mancato raccolto, e per la crisi dell’artigianato). Egli diventa il leader del Partito del Congresso, partito che si batte per la liberazione dal colonialismo britannico.

- 1919: prima grande campagna satyagraha di disobbedienza civile, che prevede il boicottaggio delle merci inglesi e il non-pagamento delle imposte. Il Mahatma subisce un processo ed è arrestato.

- 1921: seconda grande campagna satyagraha di disobbedienza civile per rivendicare il diritto all’indipendenza. Incarcerato, rilasciato, Gandhi partecipa alla Conferenza di Londra sul problema indiano, chiedendo l’indipendenza del suo paese.

- 1930: terza campagna di resistenza. La marcia del sale: disobbedienza contro la tassa sul sale (la più iniqua perché colpiva soprattutto le classi povere). La campagna si allarga con il boicottaggio dei tessuti provenienti dall’estero. Gli inglesi arrestano Gandhi, sua moglie e altre 50.000 persone.

Spesso incarcerato negli anni successivi, la “Grande Anima” risponde agli arresti con lunghissimi scioperi della fame (importante è quello che egli intraprende per richiamare l’attenzione sul problema della condizione degli intoccabili, la casta più bassa della società indiana).

All’inizio della Seconda Guerra Mondiale, Gandhi decide di non sostenere l’Inghilterra se questa non garantisce all’India l’indipendenza. Il governo britannico reagisce con l’arresto di oltre 60.000 oppositori e dello stesso Mahatma, che è rilasciato dopo due anni.

Il 15 agosto 1947 l’India conquista l’indipendenza. Gandhi, però, vive questo momento con dolore, pregando e digiunando. Il subcontinente indiano è diviso in due stati, India e Pakistan, la cui creazione sancisce la separazione fra indù e musulmani e culmina in una violenta guerra civile che costa, alla fine del 1947, quasi un milione di morti e sei milioni di profughi.

L’atteggiamento moderato di Gandhi sul problema della divisione del paese suscita l’odio di un fanatico indù che lo uccide il 30 gennaio 1948, durante un incontro di preghiera.


Il pensiero di Gandhi si basa su tre punti fondamentali:

  • Autodeterminazione dei popoli: Gandhi riteneva fondamentale il fatto che gli indiani potessero decidere come governare il loro paese, perché la miseria nella quale si trovava dipendeva dallo sfruttamento delle risorse da parte dei colonizzatori britannici.
  • Nonviolenza: è necessario precisare che tale precetto non si ferma ad una posizione negativa (non essere causa di male agli altri) ma possiede in sé la carica positiva della benevolenza universale e diventa l’”amore puro” comandato dai sacri testi dell’Induismo, dai Vangeli e dal Corano. La nonviolenza è quindi un imperativo religioso prima che un principio dell’azione politico-sociale.
    Il Mahatma rifiuta la violenza come strategia di lotta in quanto la violenza suscita solamente altra violenza. Di fronte ai violenti e agli oppressori, però, non è passivo, anzi. Egli propone una strategia che consiste nella resistenza passiva, il non reagire, in altre parole, alle provocazioni dei violenti, e nella disobbedienza civile, vale a dire il rifiuto di sottoporsi a leggi ingiuste.
    “La mia non-cooperazione non nuoce a nessuno; è non-cooperazione con il male,… portato a sistema, non con chi fa il male” (Gandhi, Gandhi Parla di Stesso, p.128).
  • Tolleranza religiosa: ”… il mio più intimo desiderio” dice Ghandhi “… è di realizzare la fratellanza … tra tutti gli uomini, indù, musulmani, cristiani, parsi e ebrei” (M.K.Gandhi, Gandhi Parla di Se Stesso, p.83). Gandhi sognava la convivenza pacifica e rispettosa dei tantissimi gruppi etnici e delle diverse professioni religiose presenti in India. Queste erano delle ricchezze che dovevano convivere e non dividere politicamente la nazione. Purtroppo, gli eventi non andarono come sperava Gandhi.


Il messaggio che il Mahatma ci lascia è molto attuale e la storia contemporanea, purtroppo, continua ad essere

macchiata dalla guerra e dalla violenza.

Gandhi, “piccolo grande uomo”, riesce con le sue sole forze, a sconfiggere il potente Impero britannico e a realizzare il suo grande sogno dell’indipendenza per il suo paese. Come? Con la forza sbalorditiva della nonviolenza, del boicottaggio pacifico, della resistenza passiva e della ricerca della Verità (Dio).

Come possiamo rendere attuale Gandhi? Come possiamo essere anche noi portatori di pace?

Gandhi dimostra che la forza di un singolo uomo può diventare la forza di un popolo intero. Non dobbiamo quindi disperare se ci sembra che poteri superiori vogliano decidere per noi e armarci la mano. Gandhi stesso, con le sue parole, ci incoraggia a “cercare … la propria strada e … seguirla senza esitazioni” e a “non avere paura”. Rivolgendosi a ciascuno di noi aggiunge: “…affidati alla piccola voce interiore che abita il tuo cuore e che ti esorta ad abbandonare …, tutto, per dare la tua testimonianza di ciò per cui hai vissuto e di ciò per cui sei pronto a morire” (The Bombay Chronicle, 9 agosto 1942).

Il precetto della seguente strofa didattica di Gajarati – rispondere al male con il bene – fu il principio guida di Gandhi:

“Per una scodella d’acqua,

rendi un pasto abbondante;

per un saluto gentile,

prostrati a terra con zelo;

per un semplice soldo,

ripaga con oro;

se ti salvano la vita,

non risparmiare la tua.

Così parole e azione del saggio riverisci;

per ogni piccolo servizio,

dà un compenso dieci volte maggiore:

Chi è davvero nobile,

conosce tutti come uno solo

e rende con gioia bene per male”.

(M.K.Gandhi, L’Arte di Vivere, p.90).

La nonviolenza è il primo articolo della mia fede e l’ultimo del mio credo” (M.K.Gandhi, Gandhi parla di se stesso, EMI, Bologna, 1998, p.63).

Sono un incorreggibile ottimista. Il mio ottimismo si fonda sulla mia convinzione che ogni individuo ha infinite possibilità di sviluppare la nonviolenza. Più l’individuo la sviluppa, più essa si diffonderà come un contagio che a poco a poco contaminerà tutto il mondo”. (Id., p.142)

“…non c’è liberazione per alcuno su questa terra, né per tutta la gente di questa terra, se non attraverso la verità e la nonviolenza, in ogni cammino della vita, senza eccezione”. (M.K.Gandhi, La forza della Verità, vol.1, Sonda, Torino, 1991, p.78)

La mia vita è il mio messaggio” (Id., p.248)

“La vera moralità non consiste nel seguire il sentiero battuto, ma nel cercare ciascuno la propria strada e nel seguirla senza esitazioni”. (M.K.Gandhi, L’Arte di Vivere, EMI, Bologna, 1992, p.190)

“…l’amore non conosce mai la paura. (Id., p.184)

Una cosa è certa. Se la folle corsa agli armamenti continua, dovrà necessariamente concludersi in un massacro quale non si è mai visto nella storia. Se ci sarà un vincitore, la vittoria vera sarà una morte vivente per la nazione che riuscirà vittoriosa. Non c’è scampo allora alla rovina incombente se non attraverso la coraggiosa e incondizionata accettazione del metodo non violento con tutte le sue mirabili implicazioni. Se non vi fosse cupidigia, non vi sarebbe motivo di armamenti. Il principio della non violenza richiede la completa astensione da qualsiasi forma di sfruttamento. Non appena scomparirà lo spirito di sfruttamento, gli armamenti saranno sentiti come un effettivo insopportabile peso. Non si può giungere a un vero disarmo se le nazioni del mondo non cessano di sfruttarsi a vicenda”.


(preso da www.giovaniemissione.it)



















Oggi è l'anniversario della morte di Gandhi , figura importantissima per l'umanità.
L'esistenza e le gesta di persone come lui devono farci riflettere e darci speranza ,perchè ci sono state e ci sono ancora persone che agiscono per il bene degli altri.
E' grazie a loro che il mondo va avanti.

26 gennaio 2007

Come sicuramente sapete tra qualche giorno ci sarà la Giornata della Memoria, per non dimenticare le vittime dello sterminio avvenuto per mano nazista a danno degli ebrei,oppositori del regime, omosessuali ecc. durante la Seconda Guerra Mondiale. E' importante non dimenticare, perchè dimenticando si corre il rischio di ricadere negli stessi errori. I vari comuni di alcune città italiane hanno organizzato per le scuole delle visite ai campi di concentramento di Auschwitz e Birkenau, la televisione durante questa settimana ha messo nel palinsesto molti programmi su questo tema e rete4 propone il bellissimo e struggente Schindler's List (me l'hanno fatto vedere alle elementari, medie e superiori), si riaprono dibattiti sulla terminologia (Olocausto - Shoah) e c'è ancora chi si ostina a dire che non è vero niente...ci siamo inventati tutto.
Quello che mi chiedo io a questo punto è cosa si possa fare per non dimenticare anche i 2 milioni di persone trucidate durante il genocidio armeno e i 7 milioni (le fonti variano) di persone deportate in Siberia e morte di freddo, fame e malattie nei campi di lavoro forzato sotto il regime di Stalin.
Perchè se è giusto non dimenticare...non dobbiamo dimenticarci di nessuna di queste stragi.

11 gennaio 2007

Strage di Erba, c'è la svolta! Confessione da parte dei coniugi Romano



Una «sostanziale confessione», secondo le indiscrezioni che filtrano dalla Procura. Olindo Romano e Rosa Bazzi, i due coniugi fermati ad un mese dalla strage di Erba, si sarebbero piegati a un nuovo, lunghissimo, interrogatorio e alle prove raccolte dai carabinieri del Ris. Anche l’avvocato della difesa Pietro Troiano parla di «parziali ammissioni», riconosce che i due «non hanno confermato la stessa versione dell'altro giorno».

A rafforzare i sospetti nei confronti dei due vicini di casa sarebbero stati tre elementi. Innanzitutto il racconto del sopravvissuto Frigerio (sulla cui attendibilità, dopo quel che ha passato, proprio mercoledì sera è stata depositata una consulenza di uno psichiatra nominato dalla Procura). E poi una macchia di sangue trovata sul sedile della Seat Arosa di Olindo Romano e i telefonini dei due accusati: i tabulati hanno evidenziato le cellule che quella sera hanno agganciato dicendo praticamente che mentre avveniva la strage di Erba loro erano in via Diaz.

( www.unita.it )



STRAGE ERBA: AZOUZ, ORA VOGLIO AMMAZZARLI CON LE MIE MANI

"Voglio ammazzarli con le mie mani". Azouz Marzouk, il 25enne tunisino che nella strage di Erba ha perso moglie, figlio di due anni e suocera, non nasconde il suo desiderio di vendetta. Di farsi giustizia da solo. Parole dettate dalla rabbia, dallo sconforto. Solo lunedi' pomeriggio quando i suoi vicini di casa erano stati fermati per il pericolo di inquinamento delle prove, ma soprattutto per quello di fuga, era stato abbastanza pacato, equilibrato: "Non dobbiamo commettere l?errore che e' stato fatto con me", aveva detto alludendo ai sospetti su di lui nelle prime ore. Lui che ha potuto dimostrare la sua estraneita' perche' era in Tunisia. Lui che aveva invitato a "non crocifiggere qualcuno senza essere sicuri delle colpe". Ora quella certezza che l'ha, desidera fargli fare la stessa fine che hanno fatto fare alla mia Raffaella, al mio Youssuf. A mia suocera. E aggiunge: "Io sono uno che vive per la vendetta. Se io faccio una minchiata e finisco in galera dove ci sono quei due bastardi li ammazzo con le mie mani. Queste mani", dice mostrandole insieme a tutta la sua rabbia. Secondo lui la giustizia e' che se uccidi devi essere ucciso. Ho sentito dire che altri detenuti del Bassone hanno giurato che gli faranno la pelle. Non hanno scampo. Hanno finito di vivere. Se non li ammazzano loro, lo faccio io. E infine: "Non me ne vado dall'Italia. Seppellisco i miei in Tunisia e torno. Li ammazzo. Non aspetto il processo".




( www.repubblica.it )



10 gennaio 2007

Somalia, raid Usa uccide 30 civili: nel mirino del pentagono "presunte" basi terroristiche di al Qaeda...

Non c'è pace per la Somalia.
Ieri, per il secondo giorno consecutivo, l'esercito statunitense ha sferrato un attacco aereo nella zona sud del paese.
L'attacco mirava a dei probabili terroristi islamici legati ad al Qaeda.

Il bilancio complessivo del raid è di 30 vittime tra i civili altre centinaia di persone invece stanno sfuggendo per raggiungere la frontiera con il Kenya.


A quanto pare, la persona a cui era mirato "l'attentato americano" è stata colpita, si trattava di Fazul Abdullah Mohammed, ritenuto il regista dei 2 attacchi del 1998 contro le ambasciate statunitensi in Kenya e Tanzania.


La cosa assurda è che i raid Usa sono stati giustificati a pieni voti dal presidente somalo, dicendo che era la cosa giusta da fare, e autorizzando gli Stati uniti anche ad un attacco più pesante se fosse stato necessario...


Ovviamente a livello internazionale le barbare incursioni Yankee non sono state viste con la stessa superficialità.

Questi avvenimentio ai limiti dell'impossibile, nelle terre di nessuno, dove i problemi maggioritari dovrebbero essere la pace, l'acqua e il cibo, sono davvero impensabili per una nazione come la Somalia che da quando ha nome e storia non ha mai conosciuto tranquillità e stabilità.

Invece di risolvere politicamente ed economicamente, con trattati, leggi e azioni Onu, si va ad appesantire una situazione già ai limiti della sopravvivenza.

E se con l'esecuzione di Saddam si sono amplificati odio e vendetta, con questi nuovi giorni di sangue le cose non miglioreranno, anzi peggioreranno soltanto, in tutto il medio oriente.

La cattiveria e insensibilità non ha limite!

08 novembre 2006

Roma, ore 8:30 - PANICO SUL 60

Per tornare da Via del Corso, ho preso il 60, come tutte le mattine, alla prima fermata di Via Nazionale ( Quirinale ) sale un ragazzo sui 25 anni di colore che inizia a fare il panico sull'autobus, sono rimasta scioccata... ecco come è andata:


E' salito, senza motivo ha pestato i piedi in modo premeditato e volontario ad una signora, guardandola con odio ( ero li accanto e ho visto con quale cattiveria l'ha guardata, solo perchè lei era una signora BIANCA, BENESTANTE almeno all'apparenza, che andava a LAVORO ).

La signora si è rivolta a lui, in modo un po arrogante certo, ma non poteva sapere che il soggetto a lei di fronte era poco stabile ( anzi per niente!!!).

Dopo che la signora gli ha detto, che lui aveva fatto il prepotente, e che le aveva fatto male, salendole sui piedi, lui le ha inveito contro con una tale arroganza e brutalità che tutti quelli che stavano in quella parte di autobus ( il 60 è express ed è diviso in 2 scomparti... noi eravamo nella parte dietro ), si sono alzati e trasferiti tutti nella parte avanti, vicino all'autista, come per istinto, tutti quanti, come se il conducente potesse fare qualcosa... vabbè

Io sono avanzata di qualche sedile, ma semplicemente perchè avevo già capito il tipo come si comportava... ovvero, più lo allontanavi, temendolo, lo guardavi con aria sospetta... più ti veniva a dare fastidio ( e infatti a me, fortunatamente, non ha fatto nulla ).


Il bello ( o brutto! ) deve ancora arrivare...


Questo inizia a dire alla signora che lei è una fascista, e che ce l'ha coi negri a prescindere da chi si trova di fronte, basta che è di colore, poi le dice che lui si "IN..LA" la figlia ( della signora in questione ) quando va in discoteca.... e tutte le pischelle bianche come lei che vanno in quei posti ( come a dire che lei pensa a male dei negri, ma se solo sapesse ... ).


A questo punto si intromette un signore che dice al ragazzo di calmarsi e che non puo dire quelle cose, allora il ragazzo inizia a urlare come un pazzo, si alza dal sedile e apre le braccia in alto come segno che stava per aggredire qualcuno, con tutta la furia possibile...

quelli si spostano anche loro verso la parte avanti dell'autobus...


La signora da lontano apre la borsa e prende il tesserino della polizia e dice al ragazzo che se non la pianta chiama le guardie.


Il ragazzo allora, che già stava su tutte le furie, le si avvicina e con tono di minaccia le dice che lui fa parte delle milizie armate al paese suo, che lui è un militare e che a Roma sta in caserma ( ?!?!?! ) ...


Tutti si agitano, l'autista rallenta anche se non c'è bisogno, pronto a fermarsi qualora fosse servito.


Alla fermata dopo, la signora e il signore che l'ha difesa scendono per andare a lavoro, insieme a qualcun'altro che spaventato se ne vuole andare ( siamo alla prima fermata di Via Nazionale, P.zza della Repubblica ).


Salgono altre persone... e alcune di queste si siedono ai posti a 4 ( quelli 2 a 2 di fronte ) , dove sta il ragazzo di colore.


Per circa 1 minuto sta tranquillo, poi se la prende con la tipa di fronte a lui, una ragazza sui 30 anni che stava leggendo il giornale.

Inizia a dirle che lui è un NAZISKIN e che lei è una che pensa male dei neri a prescindere ( stesso discorso fatto con l'altra ).

Quando vede che la tipa non le da retta, si alza e va alla porta per scendere, dove ci stava un ragazza, una liceale, tipo una pariolina, che stava sulla porta perchè sarebbe scesa alla fermata successiva...

Inizia a dirle le stesse cose di prima, lei non se lo fila e dopo poco scende...


LA PARTE PIU' ANGOSCIANTE VIENE ORA!


Alla fermata di Via nomentana ( angolo Via XXI Aprile ) sale una signora anziana, proprio dalla porta dove stava lui, lei si dirige a cercare un posto libero, lui da dietro la segue, quando lei si gira perchè si sente il ragazzo col fiato sul collo, lui le mette le mani addosso, e le dice:
" PERCHE' MI HAI FATTO QUESTO ??? "

La signora non aveva fatto assolutamente niente, e risponde appunto:
" MA CHE C'E?, CHE VUOI? IO NON HO FATTO NULLA, LASCIAMI STARE! "

Lui ancora più incazzato, inizia a urlarle in faccia, la prende e la butta per terra strillandole con tutta la voce che aveva in gola, le strilla in faccia parole orrende, la minaccia.

La signora avrà avuto 75/80 anni.

Lei, agitatissima e spaventata, rimane a terra con lui che le stava sopra e la molestava ( molestava nel senso che ormai l'aveva presa di mira e continuava a spingerla e dirle cose brutte urlando ). Attimi di panico!


Tutti si spaventano a morte, l'autista si ferma in mezzo alla nomentana, tutti si dirigono verso le porte, io urlo di aprirle, l'autista le apre e molti scendono, tra cui il ragazzo di colore che andava proprio alla fermata ( dove stavo andando io per prendere un altro autobus ).

Ero così agitata che ho attraversato l'incrocio della nomentana con via XXI aprile col rosso, facendo zig zag tra auto e moto.


Alla fine lui è andato alla fermata di fronte ( ovviamente tutti impauriti alle fermate, tutti lo guardavano poichè anche uno volta sceso continuava a a urlare e gesticolare da matto ).


Al semaforo c'erano due agenti dell'Atac, ai quali ho riferito tutto, loro mi hanno detto di stare tranquilla, e che avrebbero atteso che arrivasse l'autobus su cui sarebbe salito per prendere provvedimenti.




SPERIAMO BENE!

26 ottobre 2006

Uno, due, RESET!



Riporto testuali parole dal Blog di Beppe Grillo



( Ecco il post di ieri -UNO, DUE, RESET - a voi: )






scarpone.jpg

RESET. Se non faccio un RESET al giorno non mi diverto più.
Oggi è il turno dei nostri dipendenti. Quelli che stanno accampati nei corridoi di Camera e Senato e negli studi televisivi. Fanno una vita miserabile e lo fanno per noi. Fanno un po’ di gossip, votano in aula, qualche dichiarazione. Sono alla deriva. Per evitare una controderiva populista voglio fare una proposta da vero demagogo. Insomma derivare in modo demagogico e populista da uomo qualunque. Una cosa per persone semplici, non da raffinati cultori della supremazia della Politica. Qualcosa di cui hanno bisogno le democrazie in fase terminale. Una proposta di legge popolare con raccolta di firme per ridurre a due il numero di legislature per i parlamentari. Effetto retroattivo. Due e basta. Poi si torna a lavorare.
Prestati alla politica si diceva una volta. Un cittadino lasciava temporaneamente la sua professione. Per servire il Paese. La politica è diventata una professione permanente dai contorni indistinti. L’Italia è, populisticamente parlando, nella m..da.
Ma chi ci ha portato? E perchè consentirgli di fare ancora danni? Presto pubblicherò l’elenco dei parlamentari con più di due legislature perchè lo possiate divulgare in tutta la Rete. Sono i nomi dei responsabili dello sfascio, quelli che hanno guidato il Paese. O la colpa sarà sempre della recessione, del boom, del caldo d’estate e del conflitto di interessi d’inverno? I parlamentari festeggiano pure gli anniversari, i decennali, i trentennali di permanenza. Ma cos’è? Una gara di resistenza del seggio elettorale? Se non ci sono giovani in politica è perchè i posti sono occupati da generazioni. Rinnoviamo il Parlamento. Non graviamo di ulteriori responsabilità questi parlamentari di lungo corso.
Uno, Due, RESET.

Ps. Ci ha lasciato un altro amico, un gigante. Addio Bruno Lauzi.